Smell
ATELIER di ARTI OLFATTIVE

PERCORSO OLFATTIVO

UN CERTO RESPIRO

Un filo profumato lega tra loro gli eventi del Festival La Giusta Distanza 2023, e sarà possibile seguirlo grazie alle tre “atmosfere olfattive” realizzate per l’occasione da Smell Atelier. Il percorso, diviso in 3 tappe, è accompagnato da una voce narrante.

1.

Siamo in Sicilia, dove si svolge il racconto messo in scena da Salvatore Arena in Quanto resta della notte. L’atmosfera è espressa dall’aroma di un gelato al limone, cremoso e dissetante, ma soprattutto aspro e dolce allo stesso tempo. Un odore che, come un ossimoro, sposa insieme due opposti: la gioia e il dolore. Scorza verde, succo asprissimo di limone, zucchero, latte, sono gli ingredienti di un dialogo affettivo che prende vita nella radiosa Terra di Sicilia.

2.

Questa atmosfera olfattiva ci porta tra le pagine di un libro costellato di fragranze provenienti dal mondo culinario. Siamo al cospetto di una cuoca sopraffina che vive sotto mentite spoglie in un villaggio collocato su un fiordo della Norvegia. L’aria fredda, le nebbie che avvolgono le foreste e le distese d’erba giallastra e umida, le onde che si infrangono con forza sulle dure scogliere trasmettono un clima emotivo austero e di arroccamento. Ma poi, all’improvviso, entrano note più allegre e generose provenienti da una natura reinterpretata dalla creatività della cuoca. Un brodo di tartaruga introduce sentori delicatamente salmastri e appetitosi. Poi l’aroma sotterraneo del tartufo. E infine una profusione di note di pasticceria che mettono l’acquolina in bocca. Il cuore si scalda, la furia delle onde si placa. L’atmosfera conviviale prende campo, ampliando e colorando il nostro spazio interiore.

3.

Bagnate dalle anse del Piave, Quero Vas e Segusino si guardano a vicenda, da un lato all’altro del fiume. Si dice che il vino esprima un territorio, e allora l’atmosfera di questi luoghi si fa forte dei sentori delle uve e delle note olfattive che caratterizzano il Cabernet: i frutti rossi, la ciliegia, la marasca. Ma c’è ancora dell’altro. Sentiamo nell’aria un’eco delle grandi figure che passavano qui il loro tempo e i loro momenti di otium. Tra queste, Bice Lazzari che, come ricorda chi le fu vicina, emanava l’odore stesso dei colori a olio che usava per dipingere. E allora, nella brezza atmosferica della Nostra Terra, qualcosa conduce anche ai sentori acri della trementina, immancabile presenza olfattiva nello studio di un’artista donna che fu protagonista delle avanguardie del Novecento.

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